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16 Gennaio 2019 - 17:47

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Bruno Russo- [ EVENTI ] VOLA E VA ( da "Il ROMA" del 26/02/2011 pag. 11 )
VOLA E VA’ CON GAETANO CERRITO Gaetano Cerrito è il guidatore di una macchina speciale, che corre sulle strade a percorrenza limitata che conducono a...
[ EVENTI ] QUANDO LA POESIA E’INCONTRO DI CULTURA E SOLIDARIETA’ ( da "Il ROMA" DEL 12/01/2011 pag. 12 ).
Cosa c’entra la poesia e le nuvole, con un condimento particolare come l’aglio? Ce l’ha spiegato il poeta italo-argentino Carlos Sanchez, condividendo...
Bruno Russo- [ EVENTI ] I MIEI PRIMI 40 ANNI ( da "il ROMA" del 12/01/2011 pag. 23 )
Napoli sta cambiando, almeno in questo: sta presentando una cultura del ritrovo giovanile, che considerati i coprifuochi di varie zone della collina ...
Marco Scocchera- LA VIABILITA' A NAPOLI
Che Napoli sia caotica si sa e non è necessario che sia io a ricordarlo, ma quanto può influire ciò sui nervi dei napoletani ?
Napoli, la mia città, che gran bella città e sarebbe ancora più bella se solo non fossero così accentuati alcuni “piccoli problemini”, fra i quali il traffico.
Nel pomeriggio di oggi, e non c’è bisogno alcuno di riferirci alla data, tornando da Piazza Garibaldi, l’autobus (o come diciamo a Napoli il Pullman) è stato costretto a cambiare strada poiché Corso Umberto era bloccato per una manifestazione e si è inoltrato sulla Via Marina in direzione Piazza Municipio. La corsia preferenziale, che a Napoli rappresenta per tanti, addetti e non, la speranza di una marcia più veloce, anche per la causa suddetta, era anch’essa bloccata e si marciava quasi a passo d’uomo……fin qui, direbbe qualcuno, ci siamo, e allora ? l’autista, approfittando della marcia a singhiozzi, si affaccia dal finestrino per salutare la collega che guida il Pullman che procede nella marcia opposta, la saluta, “si bevono un caffè assieme” e dopo i primi cerimoniali, il primo annuncia alla seconda che gli restano dieci giorni per la pensione e che ella è sicuramente fra gli invitati alla sua prossima cena di saluto, in un ristorante. A tal punto qualcosa scatta nella mente dell’autista, forse un po’ per il traffico, forse un po’ per il pensiero di essere prossimo alla pensione, o semplicemente come se la vista della bella collega avesse risvegliato in lui chissà quali pensieri tanto arditi quanto repressi, egli in un crescendo incontrollato comincia a lamentarsi e ad inveire fino a Piazza Municipio, dove costretto a scendere, non da lui ovviamente, mi sono perso il prosieguo. Volendo sintetizzare, tutta la lamentela era scaturita dal fatto che i passeggeri dell’autobus gli avvessero dato fretta a lasciare il capolinea a Piazza Garibaldi per iniziare la corsa, e ciò l’avesse costretto, per il problema che sappiamo, a fare una strada alternativa più trafficata. Inveiva verso i passeggeri, i quali, anziché farsela a piedi, avevano preferito prendere il pullman, come se poi il pullman, fosse il più usato mezzo di trasporto metropolitano, e questo ovviamente, lo aggiungo io ! Capendo che si trattasse di uno sfogo di un uomo che come tanti, dopo tanti anni di lavoro, nel suo caso trentacinque, si apprestava a raggiungere la pensione, io, come altri passeggeri vicini al posto di guida, ci siamo sforzati di soprassedere, anche perché, personalmente, sono una persona pacifica. L’ira di quest’uomo, come dicevo, si faceva sempre più grande, come sempre maggiori diventavano i metri faticosamente percorsi. Fra le cose dette, egli ha fatto riferimento, a parole sue, a quanto fossero stati duri questi anni di sopportazione continua, a quanto fosse stato duro avere a che fare con persone, ovverossia noi poveri passeggeri, ai quali lui, in quel momento, non avrebbe esitato a reagire “incasandoci ca’ cap’ dint’ o’ vetr’”, scusandomi del mio pessimo napoletano, traduco: egli avrebbe “molto delicatamente” preso noi passeggeri e ci avrebbe fatto dare delle testate nel vetro del parabrezza… e tutto questo per la solita pretesa di voler prendere l’autobus al solo fine di perdere del tempo nel traffico, anziché farcela a piedi.
L’ira di quest’uomo doveva essere giustificata da qualche cosa, ma semplicemente per il fatto, come io stesso ho precisato con l’unica frase che gli ho detto, che egli come tutti, aveva sicuramente le sue valide ragioni per un momento di sfogo di tal genere. Ma perché prendersela con noi passeggeri che pagando quel servizio, molti non lo fanno è vero, ma molti altri si, abbiamo contribuito a “farlo mangiare” e a garantirgli la pensione ? E vaglielo a spiegare…non ci ho provato, o meglio, non me ne ha dato la possibilità !
La sostanza è: “Il traffico di Napoli rende folli gli autisti dei pullman”. E con questo ho detto tutto !


 
Marco Scocchera- LA CONVIVENZA CON LA SPAZZATURA.
A Napoli sperimentiamo la convivenza con la spazzatura. A Napoli stanno scomparendo i cassonetti della spazzatura.Un furto forse? Forse azioni di protesta? Atti di vandalismo? Azioni atte a creare disagi e scompiglio? Niente di tutto questo, è tutto regolare, gettiamo pure la spazzatura a terra e vediamo come va questo esperimento ! Mi riferisco al nuovo “modello di raccolta” che è stato ideato per Napoli da personaggi autorevoli quali: Presidente del quartiere Chiaia, Presidente della commissione Ambiente e da quello della commissione Cultura. (fonte: Il Mattino – 30 marzo 2004). E finalmente, grazie ad una ricerca su Internet, arrivo a scoprire che fine stanno facendo una trentina circa di cassonetti che assolvevano a quello “stupido” quanto “immorale” compito della raccolta dei rifiuti urbani, sia quelli dei condomini che quelli degli esercizi commerciali. Finalmente i marciapiedi tornano a riempirsi di immondizia e, devo dire, al napoletano mancava da tanto quel bellissimo quanto sano paesaggio che ricorda la Napoli di un tempo !
E ciò sa anche tanto di ritorno alla natura: come nei campi si usa la pala e gli altri attrezzi per permettere alla terra di dare i suoi bellissimi frutti, come in montagna si usa la pala per spalare la candida neve … qui a Napoli la pala è utilizzata per spalare le montagne di rifiuti, sacchetti, nonché rifiuti sparsi, dai marciapiedi e come ci si può incantare davanti ad uno spettacolo che rappresenta per tanti un momento di purezza e gioia, così il napoletano si può incantare nel guardare quella sequenza di movimenti pieni di fascino e di grazia, spettacolo che si inserisce su quello splendido sfondo fatto di “bellissimi tappeti”, ovvero la spazzatura “riposta” sui marciapiedi. E pensare che questo spettacolo ci viene offerto “del tutto gratuitamente”. Che bontà d’animo, che altruismo ! Insomma abbiamo trovato il modo per riscattare Napoli, abbiamo scoperto una nuova attrazione per i turisti (si pensi che sto parlando di Napoli centro, strade della Napoli bene). Oltre allo spettacolo di gusto alquanto dubbio, oltre a questioni di igiene e sicurezza, c’e’ anche da rilevare un danno alla viabilità considerate le lunghe soste alle quali gli autoveicoli devono sottostare per i tempi di raccolta che sono decisamente più lunghi di quelli necessari allo svuotamento dei cassonetti. Comunque lo scopo non era soltanto quello di creare disagio di ogni sorta (ovviamente è ciò che ci auguriamo) ma era quello di responsabilizzare i cittadini “educandoli” al rispetto delle nuove fasce orarie di deposito dei sacchetti, supposto che siano esse stesse rispettate dagli addetti ai lavori, fasce che sono previste nel numero di due al giorno (sempre come da fonte). Orbene l’ esperimento è stato fatto, a distanza di tanti mesi guardatevi attorno ed analizzate il risultato. Se vedete ciò che vedo io, per favore, restituiteci i nostri amati cassonetti !

 
Bruno Russo- COMPITO DI MATEMATICA
Al concorso per 20 posti nel Laboratorio di Chimica, la differenza tra Elena e Calamity Jane era sottile: la cinta
di cuoio sopra i jeans attillatissimi recava venti cartucce; al posto dei bossoli varie formule trigonometriche, un
foglio bianco strappato dal quaderno ancora scarabocchiato dai pensier i romantici e fantasiosi della ragazza, per
scrivere la traccia e, ultimo, il più piccolo cellulare esistente: niente foto, niente colori, niente multibande di
trasmissione; solamente le dimensioni adatte ad uno gnomo.
Al gong Elena pensò agli accordi presi con Felice, genio in matematica e chiodo fisso dei suoi sogni : alle 08.45
Elena simulò il primo mal di pancia e si chiuse in bagno:

- Felice, mi senti? Hanno dettato il compito, non sembra difficile ma non riesco ad estrarre il foglio dalla cinta ….scusami, ho il panico, che faccio? Ti detto la traccia, metto il vibracall e ritorno al mio posto ; non appena puoi dirmi qualcosa chiamami….ehi mi senti? Hai capito…uffà…lo sapevo che qui facevo una figuraccia……

- Stai tranquilla, è la prima cosa, cerca di non farti scoprire e non fare casino; aspetta sto vedendo una cosa che non va nella traccia….non riesco a capire…. hai letto bene? Cos’è questo arcsen x per elf fratto arctang y ?

- Ma che dici? Sto al buio, non leggo bene …. debbo rientrare; richiamami non appena hai risolto ..ciao

Elena rientrò come uno scoiattolo seguita dallo sguardo sospettoso di un esaminatore. Riguardando la traccia, Elena
si accese come un lampione: elf , dentro un cuoricino, indicava le iniziali puntate di Ellen love Felix. Alle 10.30 un
fremito elettronico sollecitò il ventre di Elena duramente provato dall’ansia:

- Elena, credo di aver capito; arcsen x elevato alla f diviso arctg y; ho sviluppato tutto ed ora devi solo scrivere, andrà tutto bene vedrai!…..Mi senti? ohè….che succede?

- Non credo sia la soluzione giusta….vedi..forse non ho scritto bene… non posso parlare, mi guardano……

- (TUONANTE IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE) – Signorina, quando ha finito di parlare col suo orecchio gradirei che me lo portasse senza chirurgia ovviamente! - (RISATA GENERALE) -

- Non ti preoccupare Elena, anche se si prendono il cellulare l’impostazione ormai la sai !

Bruno Russo

 
Mario Cafiero- Collegamento diretto con Facebook per la lunga notte dei tapiri.
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